Con il crollo del mercato americano e la conseguente chiusura della Isotta Fraschini Automobili, Castagna perde il miglior mercato ed il telaio che amava di più vestire.
E’ il primo segnale dei tempi che cambiano e con essi cambia la figura e l’interesse del cliente verso un certo tipo di vettura.
Negli anni precedenti la guerra Castagna realizza su telaio Fiat 2800 e su Lancia Astura vetture di rappresentanza per Papa Pio XI, per la famiglia Savoia e per l’estabilishment dell’epoca.
Il concetto di fuoriserie viene applicato a telai e meccaniche più economiche producendo vetture con immutato appeal, non più solo di rappresentanza ma per usi più turistici.
Assistono a questi cambiamenti i tre figli di Ercole da poco entrati in azienda dopo aver frequentato il prestigioso collegio svizzero di Neuchatel. Ad ognuno un diverso compito in base alle proprie attitudini: Carlo si occupa degli aspetti commerciali e verrà successivamente nominato gerente dell’attività, Cipriano e Savinio seguono rispettivamente la parte produttiva ed amministrativa.
Purtroppo la Milano automobilistica non è più quella di un tempo. Delle case che hanno fatto la storia dell’automobilismo italiano rimangono solamente Alfa Romeo, Bianchi ed un tentativo di rinascita da parte della Isotta Fraschini.
Le fuoriserie sono simbolo di un lontano passato, una ditta come Castagna non ha più ragione di esistere. Nel 1954 la “fabbrica dei sogni”, “…che dona eleganza alla velocità”, come la definì Gabriele D’Annunzio, sopravvissuta al bombardamento del 1942 non sopravvive al mutamento dei tempi.
Anni dopo il cinema prende a prestito gli esemplari sopravissuti: Billy Wilder sceglie lo splendido Coupé de Ville su telaio Isotta Fraschini a simbolo di quell’epoca trascorsa raccontata nel Viale del Tramonto, mentre l’avorio brillante del Torpedo Sport 8 A SS interpreta le inquietudini d James Dean nel Il Gigante.
La tradizione è continuità, un arco temporale tra passato e presente




